Salamandra
La materia incandescente
Il titolo con cui Amelia Rosselli pubblica il suo primo libro vero e proprio è Variazioni Belliche, che nel 1963 viene alla luce presso Garzanti. Si tratta di un nome emblematico, che racchiude in sé una poetica ben precisa: tanto in poesia quanto in musica, la variazione rappresenta un dispositivo artistico efficace quanto politico. Non mi propongo, qui, di analizzare la raccolta presa in considerazione, quanto di tentare di chiarificare l’utilizzo di questo strumento.
Un simbolo come la maschera, che nasconde molte cose ma che ne rivela altrettante (soppiantando, sostituendo a un'apparenza vecchia un'apparenza nuova, a un significato un altro), ha sempre trovato grande spazio nella tradizione poetica, tra ricontestualizzazioni e appropriazioni.
Una lettura verticale di poesie sulla salamandra, da compiere a salti di quattrocento anni: dal duecentista Chiaro Davanzati a Giambattista Marino, capofila del gusto secentesco, fino ad arrivare a un contemporaneo dei nostri primi anni duemila, Fabio Pusterla.
Chiaro Davanzati (1240 c.a.-1304)
DALLE "RIME"
La salamandra vive ne lo foco,
ed ogni altro animale ne perisce;
ed a'llei sola par sollazzo e gioco,
e solamente dentro si nodrisce;
Recentemente (2022) edito da Garzanti, Mario Santagostini, questa volta autore del Libro della lettera arrivata, e mai partita, è riuscito a coniugare la consueta speculazione in versi, sulla scia, per esempio, dell’ipotesi riguardante l’esistenza di due paradisi in Nuove poesie (1999) .
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