Salamandra
La materia incandescente
Nella poesia di Sabrina Amadori bruciare è costruire luce. Eppure la parola buio è quella che compare più spesso all’interno della sua silloge, di cui un estratto è comparso nell’antologia: “La poesia che si fa città” a cura di Tommaso Di Dio e Paolo Giovannetti (Zacinto Edizioni, 2024). Questo buio non fa tanto pensare alla notte— più a una scatola, a qualcosa di chiuso e finito. Sebbene sia “ancorato” da una cerva e al suo interno si profilino oggetti naturali, come un albero o un campo, la domanda che regge questa raccolta è sulla casa: «Che donna sei se non ami la tua casa?».
Una riflessione sul rapporto tra amore, cibo e scrittura a partire dalla recente traduzione in italiano del libro "L'anniversario dell'insalata" di Tawara Machi
Convocare le stelle fa ridere, sono sopra di noi, / le indichiamo, possiamo prenderle e lanciarle / in faccia a qualcuno, lontano.
Una recensione di "Fosforescenze" di Valentina Furlotti
Che cosa accade in letteratura quando si vuole dire qualcosa che non si può dire? Occorre essere talmente bravi, talmente artisti da permettere a chi lo voglia e possa di comprendere l'effettiva portata del messaggio, ma donando anche a chi non vuole, o non può, cogliere "ciò che sta sotto", mera arte e illusione
Per una critica svincolata dalla narrativa patriarcale