«La stessa, la stessissima»

24 Gennaio 2026

 

Why, this is the very same—the very

hand, the very words. What doth he think of us?

 

(Mistress Ford, The merry wives of Windsor)

1. La ripetizione 

Anita Loli - poesie inedite

20 Gennaio 2026

Ho portato un limone a Venezia

per perdonarmi di esistere al mondo

senza meraviglia del giorno.

Stanza numero quattro

– quattro e quattro, sedici. Credici:

è il momento più giusto per morire.

La lanterna è sorretta dal fumo

e le pareti gialle ci fanno il nido 

dall’ombra del buio che allaga

prendendosi quei muri che ci fanno la corte 

dalla finestra.

Due paradisi - Giorgio Ghiotti

11 Gennaio 2026

Come un ventaglio di bellissima fattura, pagina dopo pagina Giorgio Ghiotti apre piccoli universi di fronte agli occhi del lettore. Due paradisi è un bestiario della mente popolato di creature reali e simboliche, vive o appuntate a una teca, «inchiodate per sempre al loro volo»; presenze animali e umane, tutte segnate dalla medesima mortale perfezione colta in un attimo di intravista eternità.

I due regni attraversati in questo libro sono spazi liminari: terrazzi, cantine, vialetti, e sono regni del tempo che tornano a coincidere, la giovinezza e le sue città, l’infanzia e i luoghi in lei trasfigurati, le vite altrui come eredità rimaste nelle stanze, età riflesse in un presente che a se stesso non fa sconti.

Due esempi di inventario

8 Gennaio 2026

C’è un discorso che si apre mettendo in relazione queste due opere, un tipo di discorso attorno cui tra l’altro si può arrivare a toccare alcuni snodi cruciali della produzione poetica odierna. Perché è forse nella limitazione del mezzo, della scelta cioè di indagare il mondo attraverso un singolo elemento o lente che questi due autori – Andrea Inglese con Prati. Extended version (Tic, 2025) e Francesco Deotto con Finestre (Industria&Letteratura, 2025) – ci permettono di comprendere quale possa essere uno degli usi odierna della poesia come dispositivo.

Tra il sotterrare o il custodire

28 Dicembre 2025

La silloge di Marco Falchetti, La linea del ghiaccio, affonda pienamente in una vocazione che alla poesia interessa sempre di più: forse la si potrebbe definire poesia dell’antropocene o poesia geologica, e suoi esempi hanno punteggiato in vario modo il Novecento, facendosi sempre più presenti, direttamente o indirettamente, nelle uscite degli ultimi anni. Sicuramente l’evento mondiale del Fridays for future e la consapevolezza della crisi climatica in corso fa sì che la tematica della natura, intesa come bene opposto all’uomo e dall’uomo minacciato, ma anche superiore all’uomo per priorità ontologica e per prestigio etico, si rinvigorisca e permei il discorso collettivo, da quello quotidiano a quello pubblico, e di conseguenza anche il dire poetico.

Il nero e il fuoco della vita

21 Dicembre 2025

 

QUALCOSA (UN'ARCADIA DIVINA)

 

 

C’è un eden, nei nostri pensieri,

e una terra inviolata

dove non è gemito, né affanni

 

e un ordine immoto

che elude i vortici della mente:

Il tuo occhio guarda nel fuoco

Compito dell’editore è danzare nel fuoco,

nella tentazione del desiderio di ascolto quanto in quella dell'inascoltato,

nel rischio dell’errore, nell’avventura del presente e nella scommessa del futuro.