
Immagine di copertina di Elena Latini
Preambolo: esiste una differenza tra interpretazione estetico-ermeneutica e critica psicanalitica. L’immaginario lynchiano, da questo punto vista, deve essere letto in senso estetico-ermeneutico.
Questo è un mezzo, uno strumento attraverso cui ci si muove per esprimere l’attuale, il presente anche qualora ci si riferisca a un tipo di immaginario passato e ben definitivo (chiuso in sé stesso).
L’immaginario lynchiano come il linguaggio dei sogni è solo un pretesto per l’atto poietico. L’onirico non è mai un punto di arrivo ma solo l’intermezzo tra ciò che esiste e ciò che è in divenire.
Preambolo 2: esiste una differenza tra interpretazione estetico-ermeneutica e critica psicanalitica, all’estetico non interessa come l’hai pensata ma come ti sei espresso (nel mondo), perché bisogna capire che cos’è ciò che senti per comprendere come poter esprimere al meglio la specificità della sensazione (significazione esperienziale) che la poesia come arte tenta di tradurre attraverso gestualità e composizioni (collage, patchwork, architettura) di segni.
Più o meno verosimilmente, all’estetica, poco importa dell’Io purché ci sia sul piatto qualcosa di fattuale, vivo, emotivamente per noi inter-soggettivamente esistente. Chiamiamo ciò che rimane di questo processo, qualora sia stato espresso al massimo grado della sua forma, oggetto d’arte (forma richiesta dalla stessa esperienza del sentimento). Che può anche essere ripetuto e quotidiano se assumiamo la totalità della vita, «godimento e sofferenza sempre ripetuti, sempre nuovi».
*
Perché è solo partendo da un assunto del genere che, con un rimando tutto lynchiano presente già nel titolo, possiamo leggere l’ultimo lavoro di Anna Papa, Fuoco cammina con (lacollanaisola, 2026). La breve opera si apre infatti verso uno scavo dell’onirico, nel fallace e al contempo riuscito tentativo di ricostruire i contorni e le sagome di ciò può e fa, anche nei tempi che corrono, realtà, fenomeno (sia questo anche qualcosa di quasioggettuale, atmosferico).
Nel sogno, come ci si aspetta, le regole non ci sono né sarannao mai fornite e non ci sono reali istruzioni per il montaggio di ciò che si esprime all’interno di una certa trialettica, composta da: onorico (sogno, possibilità, dubbio dell’Altro); soggettività (Io); stato di veglia (trascrizione, realtà, definizione dell’Altro).
Quest’ultimo lato, viene qui reso per esempio attraverso le tavole di Elena Latini, la quale attraverso il tratto a matita, da un lato, fa intuire i lineamenti, chiarificando le geometrie minime di un contesto spaziale quotidiano e reale quanto, dall’altro lato, fa aporia del suo stesso ragionamento cartesiano che, di tavola in tavola, tende a disperdersi verso qualcosa di più simile all’aura (Benjamin) stessa degli scenari, verso la sbavatura di un gioco atmosferologico (Griffero) che tende all’intuizione di un paesaggio emotivo non più distinguibile o contenibile geograficamente (nulla di psico-geografico sicuramente).
Ed è nel mezzo di questa trialettica che trova spazio il testo-testimonianza di Papa, quasi fosse un resoconto, un report di quanto sentito nel mezzo di un più largo e invisibile campo di conflitto e di incontro con certi stati di cose (Griffero), di cui a noi lettori rimane solo la possibilità di intuirne i connotati, nonché di ricostruire un certo percorso che per tracce racconta e dubita continuamente di sé stesso, della propria esistenza e veridicità.
Perché di certo di una certa tragedia umana, in senso nietzschiano, nel testo di Papa espressa tramite l’onirico di stampo lynchiano (di rimembranze passate e/o future), non è mai possibile trarre un giudizio definito e/o finale, una sintesi omogenizzante (per dirla alla Hegel) che possa fare davvero ordine all’interno di quel caos significativo di cose e che tanto ricorda, in realtà, l’aspetto quotidiano del vivere odierno (mondo-realtà sempre più schizofrenica, nevrotica e ipermoderna).
Sarà di conseguenza questa l’unica cosa utile da fare davanti a ciò che resta del fuoco (di questo grande sogno): lasciarsi guidare dalla sensazione, da quanto cioè può essere intuito dall’occhio e dal corpo, anche fosse quello stesso e oppositivo fastidio che l’io di Papa (interno dell’opera) prova davanti a una certa impossibilità di assoluzione e/o di un giudizio finale sulla sua stessa esperienza che, da un lato, tanto ricorda il segno distintivo di un suo precedente lavoro mentre, dall’altro, suggerisce in questo caso come, al di qua di tutto ciò, esiste e si svela forse un nuovo e diverso valore della vita, ancora lì tutto da scoprire, nel sogno quanto nella societàmondo-realtà che ci sta ora dinnanzi (Nietzsche, Gaia scienza, 343).
+ + +
da Fuoco cammina con (lacollanaisola, 2026)
Il sogno insomma è iniziato in un idillio
ma non l’ha mantenuto
sono successe queste cose che tu non ci credevi
per questo più e più volte hai cercato di ritornare là
e invece ti fermavano.
Nel sogno c’erano richieste su richieste
per esempio per passare ci hanno detto di fare questa cosa
e ci sembrava assurdo allora abbiamo desistito
ma non sempre
ci è anche capitato di stare ad ascoltare.
Ripetevano parole all’apparenza chiare
le persone si affidavano a un glossario
che storpiava un po' le cose
per esempio c’era questa cosa che vuol dire questo ma
nel sogno il suo significato aveva qualcosa di diverso
ripetevano che in situazioni come queste
in materia di diritto
questo alle parole si può fare.
Nel sogno c’erano cambiamenti impercettibili uno ogni tre secondi che poi erano giorni
solo per abituare.
Non so perché ma so che c’è stato un tempo dentro al sogno
in cui abbiamo ceduto a quei comandamenti
discese a compromessi che pure ci sembravano impossibili.
L’odore sarebbe inutile descriverlo
era quello proprio della terra che sappiamo
che quando tu respiri ti tira via qualcosa e pagherai tutto alla fine
ma questo lo avevo messo in conto
da quando ho chiuso gli occhi per.
*
Nel sogno io non ero proprio io
non avevo gli occhi azzurri né i capelli rossi
ma una pettinatura di quelle di quando si alzano
le mani in questo modo e le ciocche scendono così
avevo aspetti di altri aspetti le facce mi cambiavano
e da sveglia non ci stavo dietro.Forse era prevedibile, alla fine lo sapevo
nel sogno ripetevo che cosa avremmo fatto dopo aver visto
quello che succede proprio adesso che te lo sto dicendo qua:
***
Anna Papa (1996) nata e cresciuta nella provincia di Caserta, abita a Bologna e cerca di occuparsi di quello che le piace (quando le piace). Tra le cose che le è piaciuto fare, ha scritto Fuoco cammina con (lacollanaisola, 2026), con illustrazioni di Elena Latini, e Moscografie (Zacinto, 2025) insieme a Silvia Tebaldi, per la collana Manufatti poetici. Si occupa di sedie con @sedia.nonsedia e di cose poetiche per Manufatti poetici e di cose segrete per cose segrete.
Elena Latini (1980) è un artista che lavora con il disegno. La sua pratica comprende serie a grafite e progetti di cui è autrice sia del testo che dei disegni. Il suo lavoro si sviluppa attraverso esposizioni, edizioni d’arte e pubblicazioni indipendenti. Ha pubblicato in edizioni d’arte (Le luci bianche, Edizioni Il Ragazzo Innocuo, Milano, 2005 e Edizioni L’Obliquo, Brescia 2007 2009) e suoi disegni e incisioni sono presenti in alcune collezioni pubbliche, tra cui la Civica Raccolta del Disegno di Salò e il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo. Nel 2005 ha partecipato all’esecuzione dei Wall Drawings di Sol LeWitt presso la Galleria Studio G7 di Bologna. Nel 2016 ha presentato il suo racconto grafico La luma al BilBOlbul festival internazionale di fumetto a Bologna. Tra le mostre, le edizioni e le collaborazioni recenti: Lavì City, Bologna (2026); La Collana Isola (2026); Sudo Microgalleria, Milano (2025); GrandPapier, online, Belgio (2024); This Is Not A Love Song (2023–2024); Galleria Studio Cenacchi, Bologna (2022); Combat Prize, sezione Disegno, Livorno (2020). // www.elenalatini.it // instagram: _elenalatini
