Letterature senza esercito

A Roma il giardino segreto della poesia
7 Ottobre 2026

 

A Roma è già iniziato il Festival Letterature senza esercito: un evento che per due mesi mette al centro la parola poetica, non limitata a un solo registro – colta e popolare, lirica e narrativa, privata e politica – ma secondo una linea comune nel dare risalto alle voci che abitano “il giardino sul retro”. Appartengono quindi alle lingue regionali, alle comunità migranti, ai territori e alle storie lasciate ai margini del canone: una letteratura, appunto, senza esercito, che diventa un luogo essenziale di elaborazione culturale e di autonomia. Restituire la poesia a uno spazio pubblico e condiviso tramite un percorso fatto di incontri, presentazioni, reading e Poetry Slam, restituendo alla parola poetica la sua vocazione originaria di conoscenza e di relazione con il presente, nelle sue molte possibili declinazioni.
Si segnalano, in particolare, alcuni appuntamenti che indicano la chiave attraverso la quale lapoesia si colloca in Letterature senza esercito, ospitati tanto in sedi istituzionali di prestigio come l’Università La Sapienza di Roma, quanto in librerie indipendenti, come Ubik Tiburtina, che quotidianamente dialogano con il territorio per mettere a valore la parola poetica anche in una città come Roma, spazio ideale di questo festival nella sua capacità di far dialogare mondi.

 

Dopo i primi giorni con interventi di Gilda Policastro – curatrice del volume Exit Poetry con Aldo Nove e Lello Voce – Marco Giovenale, Giovanna Marmo, Antonio Perozzi e Sara Ventroni, con l’introduzione di Giorgio Galli, seguiti da Martina Di Lorenzo con il Velleitaria Project e il Distributore di poesie, e il Poetry Slam guidato da Fulvio Arpini, per il collettivo Castelli in versi (il rischio della parola detta, il testo esposto e disposto all'incontro), il cuore della proposta poetica del festival si colloca invece tra il 20 e il 23 ottobre, alle ore 18.30, nella rassegna Il canto del pendolo, alla Libreria Ubik Tiburtina, (via Tiburtina367), a cura di Pier Paolo Di Mino, Veronica Leffe e Antonio Parisi: quattro appuntamenti che prendono il titolo da un celebre saggio di Iosif Brodskij, dedicato alla capacità della parola di evocare, con una sola immagine, grandi narrazioni. Durante gli incontri saranno esposte le opere dell'artista figurativa Veronica Leffe, e il centro della riflessione sarà il femminile come fondamento della realtà, a partire da quattro opere in cui la riflessione profonda sul presente dialoga con la classicità.
In particolare, il 20 ottobre Marco Cassini racconta Prima tempesta (Edizioni SUR) di Susana Chávez Castillo con un gruppo di lettura tutto al femminile, mentre il 23 ottobre Storia Aurea di Pier Paolo Di Mino, primo nucleo de Lo splendore, vien raccontato attraverso le immagini. A rivestire particolare importanza sono però gli appuntamenti dedicati a due imperdibili anteprime. Il 21 ottobre Nicola Argenti, con Maria Franzè e Giorgio Galli, presenta in anteprima Ingannevole più di ogni altra cosa, la sua ultima silloge poetica, mentre il 22 ottobre Filippo Golia racconta Senza mai darsi pace. Vita e poesia di Assunta Finiguerra, edite dalla nascente casa editrice Connessioni Editore, in cui la poesia non fa da cornice alla realtà, ma la interroga, la contraddice, le dà memoria.

 

Infine, nell’ultimo appuntamento poetico del festival, il 31 ottobre, ore 17.30, ancora nella Sala degli Affreschi dell'Università La Sapienza. Si svolgerà l’evento Resistenza, patria interiore. Scritture migranti, scritture in rivolta in cui poeti dell'emigrazione, del dissenso, della frontiera e dellaperdita vengono messi in dialogo in una costellazione che unisce Sud, esilio, memoria eresistenza. Cinque autori vengono restituiti al presente attraverso la voce di altrettanti interpreti: Carmine Chiodo racconta Michele Pane, voce della Calabria migrante e popolare; Michelangelo Zizzi e Filippo Golia invece danno voce rispettivamente a Salvatore Toma e Assunta Finiguerra, espressioni dell'immaginario meridionale più irregolare e dissacrante; Jonida Prifti, finalista Premio Strega Poesia, si farà portavoce di Ali Podrimja, poeta albanese di capitale importanza non solo in patria, mentre il simbolo della poesia palestinese Mahmoud Darwish troverà la voce di Hatem Abed. Occasioni per illuminare come la parola poetica si trasformi e si declini, in dialogo radicale e ineludibile con l'identità dei suoi autori, quando questi si trovino ad essere testimoni dell'esilio, della diaspora e della patria negata. In questo modo, nelle intenzioni della direzione artistica “la poesia torna a essere, come scrive Fortini, una prova dell'io di fronte alla storia: non un rifugio, ma un luogo da cui dare nome a ciò che il presente cancella, e da consegnare, come verità da proteggere, ai lettori futuri. È questa la responsabilità che Letterature senza esercito vuole fare propria”.
 

Il festival è curato dal Centro Culturale Connessioni, articolazione dell’APS Mondoscrittura e promosso da Roma Capitale. Èvincitore dell'Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l’Amministrazione Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.