
Ximena Rivera è una poeta cilena nata a Viña del Mar. Nonostante ciò, è a Valparaíso, città dove davanti al mare si vede sempre più del necessario, come ha scritto Ennio Moltedo, che lei fece la sua vita ed è fondamentalmente restata. La sua poetica, segnata da una lucidità metafisica, anche se sempre dubitativa e vulnerabile, esplora i confini –a volte, ancora, l'aldilà, la crisi– dell'esperienza interiore, attraverso una parola fragile così come precisa. Nel contesto della poesia post-dittatoriale in Cile, Rivera ha fatto una strada propria: lontana da ogni centro del potere (sia quello egotistico, culturale o economico), la sua scrittura persiste appartata, singolare, in certo modo inassimilabile. Ha pubblicato, tra altri libri, Delirios o el gesto de responder (2001), 18 Poemas de agua (2005) e Una noche sucede en el paisaje (2006). Dopo la sua scomparsa, sono stati pubblicati anche Obra reunida (Inubicalistas, 2013) e Obra completa (Libros del Cardo, 2016), da dove si prende la raccolta qui presentata, corrispondente alla serie “Poemas de agua”.
LA PIOGGIA
La pioggia sta per arrivare alla città.
È una specie d’introduzione
quello che disegna il vento per le strade
e io vado dappertutto
con la convinzione che la pioggia segue
ognuno dei miei passi.
IL VUOTO
Non so modulare la parola amore,
quel verbo grande e finale.
Grande, grande è la mia supplica
la mia preghiera è capire perché
l’amore tarda secoli a diventare amore.
INVASORI
In un giorno di pioggerella
continuo cacciando le parole
che non si lasciano cogliere
che non si allineano
non convergono sulla carta.
È così arduo il lavoro della scrittura
che risulta impossibile non stupirsi
della silenziosa latenza del suono.
Ma è inutile continuare questi versi:
difficilmente mi capiranno,
difficilmente mi crederanno.
Tuttavia, vi racconterò
che la scala da casa mia
fruscia per il lavoro costante
delle termite invasore
che correndo corrono
a decrescere tutta bellezza.
IL REGALO
Senza dubbio
il mondo è per me
un severo regalo.
LA CASA
Come le persone antiche
costruisco all’interno di me,
pietra su pietra,
una grande casa con fantasmi.
PREGHIERA
Non giocare con il fulmine,
figlia mia,
anche se lo desideri,
non giocare con il fulmine.
TIMORE
Ma Dio non si commuove
dall’enorme timore di Dio
in cui io vivo?
Sono condannata a morte
e la mia ferita è l’unica luce
in carcere così tenebrosa.
DEFINIZIONE
Definirò
con voce diversa la poesia.
Puoi indovinare
quando ho giurato
dimenticare queste parole?
IL SILENZIO
Comprenderemo poi
il canto del gallo all’alba.
È una contraddizione
abbastanza benevola questa
di sapere che il mondo cantando
rimane sempre silenzioso.
STRANIERA
Quando torni al tuo paese e a casa tua
non accettare che ti chiedano
come se non capissero la tua scrittura.
Contempla questi valli
ama le vette di queste montagne
e sii sempre una bambina
che a causa della sua mancanza di età
trascorre come una straniera
in terra sconosciuta.
MORTE
Prossimamente
sparirò
tremando.
