Ximena Rivera

Un severo regalo
22 Aprile 2026

Ximena Rivera è una poeta cilena nata a Viña del Mar. Nonostante ciò, è a Valparaíso, città dove davanti al mare si vede sempre più del necessario, come ha scritto Ennio Moltedo, che lei fece la sua vita ed è fondamentalmente restata. La sua poetica, segnata da una lucidità metafisica, anche se sempre dubitativa e vulnerabile, esplora i confini –a volte, ancora, l'aldilà, la crisi– dell'esperienza interiore, attraverso una parola fragile così come precisa. Nel contesto della poesia post-dittatoriale in Cile, Rivera ha fatto una strada propria: lontana da ogni centro del potere (sia quello egotistico, culturale o economico), la sua scrittura persiste appartata, singolare, in certo modo inassimilabile. Ha pubblicato, tra altri libri, Delirios o el gesto de responder (2001), 18 Poemas de agua (2005) e Una noche sucede en el paisaje (2006). Dopo la sua scomparsa, sono stati pubblicati anche Obra reunida (Inubicalistas, 2013) e Obra completa (Libros del Cardo, 2016), da dove si prende la raccolta qui presentata, corrispondente alla serie “Poemas de agua”.

 

 

 

LA PIOGGIA

 

La pioggia sta per arrivare alla città.

 

È una specie d’introduzione

quello che disegna il vento per le strade 

e io vado dappertutto

con la convinzione che la pioggia segue

ognuno dei miei passi.   

 

 

 

IL VUOTO

 

Non so modulare la parola amore,

quel verbo grande e finale.

 

Grande, grande è la mia supplica

la mia preghiera è capire perché

l’amore tarda secoli a diventare amore.   

 

 

 

INVASORI 

 

In un giorno di pioggerella

continuo cacciando le parole

che non si lasciano cogliere

che non si allineano

non convergono sulla carta.

 

È così arduo il lavoro della scrittura

che risulta impossibile non stupirsi

della silenziosa latenza del suono.

 

Ma è inutile continuare questi versi:

difficilmente mi capiranno,

difficilmente mi crederanno.

 

Tuttavia, vi racconterò

che la scala da casa mia

fruscia per il lavoro costante

delle termite invasore

che correndo corrono

a decrescere tutta bellezza.  

 

 

 

 

 

IL REGALO

 

Senza dubbio

il mondo è per me

un severo regalo. 

 

 

 

LA CASA

 

Come le persone antiche

costruisco all’interno di me,

pietra su pietra,

una grande casa con fantasmi. 

 

 

 

 

 

PREGHIERA 

 

Non giocare con il fulmine,

figlia mia,

anche se lo desideri,

non giocare con il fulmine.

 

 

 

TIMORE

 

Ma Dio non si commuove

dall’enorme timore di Dio

in cui io vivo?

 

Sono condannata a morte

e la mia ferita è l’unica luce

in carcere così tenebrosa. 

 

 

 

DEFINIZIONE

 

Definirò

con voce diversa la poesia.

 

Puoi indovinare

quando ho giurato

dimenticare queste parole? 

 

 

 

IL SILENZIO

 

Comprenderemo poi

il canto del gallo all’alba.

 

È una contraddizione

abbastanza benevola questa 

di sapere che il mondo cantando

rimane sempre silenzioso.

  

 

 

 

STRANIERA

 

Quando torni al tuo paese e a casa tua

non accettare che ti chiedano

come se non capissero la tua scrittura.

 

Contempla questi valli  

ama le vette di queste montagne

e sii sempre una bambina

che a causa della sua mancanza di età

trascorre come una straniera

in terra sconosciuta. 

 

 

 

MORTE

 

Prossimamente

 

sparirò

 

tremando.