
Dalla prefazione di Isabella Leardini
Eresia dei giusti ci mostra ciò che accade all’incanto quando incontra il suo rovescio: irrimediabilmente si adombra senza perdere il suo filo incandescente di chiarezza. L’infanzia, le sue passioni assolute e inestinguibili incontrano le storture del presente, ne esce un libro audace e inimitabile, che può tenere insieme i dinosauri, chiamati ognuno con il suo nome, la durata della memoria e nuove forme destinate all’estinzione: programmi televisivi, canzoni, scienza, cronaca, storia. L’elegia di tutto ciò che consideriamo parte del mondo perduto oppone una resistenza sottile, fossile tenacia disposta a toccare l’ironia pur di non tradire il canto. Questa poesia tiene insieme archeologia e postmoderno: la lingua di coloro che erano bambini negli anni Novanta e nella musica del quotidiano hanno visto irrompere la caduta delle Torri, si intreccia a quella di un’età adulta che ha attraversato la pandemia e le metamorfosi delle città.
C’è un tempo precedente
a ogni movimento, un tempo la cui stasi
è un’evoluzione disperante, ed è stata
una strana eccitazione della morte, come passa il vetro
della pioggia sopra le montagne. Ieri, il passante, l’agonia
di ciò che è stato, è contriso
nella lontananza, e da quella proporzione dice:
un tempo a dio fratello, cadetto
dei fioretti e dei propositi (dimagrire, innamorarsi,
leggere di più, inquinare meno), un tempo
che strappa di paura e desiderio;
i geologi lo chiamano
tempo profondo – io lo chiamo
la mistica dei mostri, l’eresia dei giusti.
*
Ignorano i lettori tutti, o in buona
parte credo, l’era di Ediacara,
l’Atlantide perduta dei fondali
che ha fossilizzato corpi senza bocche, arti
e senza simmetrie surreali.
Non c’erano spaventi,
nessuno ti mangiava,
non c’erano creature né c’erano i creatori:
i figli resistevano da soli
all’esistenza e questa non chiedeva
in ausilio la speranza.
Non so per primo chi
abbia cominciato a inventare
che ci fosse un’eredità o un motivo
per trionfare. Quello, penso che pensò
“Sì, dobbiamo generare” e tutte
quelle mode chiare, aperte,
umane e disumane.
Chissà se fosse inconsapevole o se premeditava.
Quella notte lui creò
la collana,
quella in cui tutte le perle pensano – o se dormono
lo sognano – di mangiare le sorelle.
*
L’altro giorno hanno visto
un airone in piazza Duomo,
funebre e felice.
Da quando non ci sei vedo dinosauri
comparire in Galleria, al parco Lambro
mi sorprende un branco
di adrosauri, immerso nella melma,
e nella pioggia fina-fina si rinfresca
un grande diplodòco a San Siro.
Quando dormo a Genova
ogni notte, Milano ogni giorno esiste,
non perduta né irreale,
salva assieme al tuo fantasma:
funebre e felice come chi permane.
*
Lei è stata sempre lì di fronte,
negli occhi appesantiti dalla birra,
sui rulli della slot...
erotica la terra moltiplica sé stessa,
e non valse troppo uccidere la sfinge,
come i dinosauri. Lì nell’erba bruciano
le auto da rapina, e sembrano fenici.
*
Certo ci saranno i javelin, i tomahawk,
i patriot, le armi sono state
sempre un bene rifugio – come la vicina
emenda i pavimenti dall’ipotesi del male,
lungo sulle strade intirizzite
c’è il sussurro di Milano. Acari, batteri, microbioti
di un bioma residuale vanno cancellati
se la colf dà ordine alle stanze,
e i figli sono a tennis, judo, boxe,
e qualcuno spara, crepa, ed è Black Ops,
– nell’altra Milano – quando un suo coetaneo
spaccia in via Faenza, Missaglia, Rozzano.
Centrifuga le tende, una volta l’anno,
perché filtri il sole e non dia paura
il telegiornale. Accadrà che la bolletta
sarà una fucilata, tra balcone e balcone,
se ne parla, oggi tutto è combustione
(rotonde tangenziale multisala), condomìni,
peli accapponati: e nulla verticale.
… non credere a nient’altro
che al tempo precedente, che qualcosa è stato
perduto – è, sarà, cos’è? qui non c’è
giustificazione al male.
Si tratta di preparare per la cena, medicare.
Rudy Toffanetti ha pubblicato per Nino Aragno Editore i libri di poesia Sul confine (2016) e La luce della luna (2020). Per FVE Editori ha pubblicato il saggio narrativo Franco Loi. L’erede del sole (2021). Eresia dei giusti (Vallecchi, 2026) è il suo libro più recente.
